La mappa delle idee sostenibili

Le idee che rendono possibili le azioni: una visione globale e sistemica verso la sostenibilità

La mappa delle idee si affianca alla guida per offrire un approccio diverso e una differente chiave di lettura. Come la guida è pratica, concreta, così la mappa concettuale invece offre una visione, parla delle idee che rendono possibili le azioni.
L'obiettivo è quello di superare lo sconforto che si prova di fronte alla difficoltà di mettere in atto le pratiche sostenibili, in un mondo che sembra ostile. Non vi arrendete, riflettendoci ci renderemo conto che è la strada giusta ed è anche possibile!

Partiamo da questo video prodotto dal movimento della Transizione.



I governi si muoveranno troppo poco o troppo tardi.
D'altra parte la somma dei comportamenti virtuosi dei singoli non basta.
Le comunità possono essere negative, ostili, regressive.

Cosa possiamo fare allora?

Testa: innanzitutto pensare in modo sistemico, non guardare il mondo un pezzettino alla volta. Non considerare solo quello che conferma le nostre idee. Non ripetere gli errori del passato, di voler imporre la propria visione del mondo agli altri.
Cuore: cambiare la nostra visione del mondo prima di agire, è importante il “come” si agisce prima del “cosa” si fa.
Mani: il cosa fare deve seguire la nostra nuova visione del mondo.
“Come e cosa”: non è facile decidere cosa fare, perchè i nostri tentativi possono fallire, e questo avviene perchè il sistema complesso al quale ci avviciniamo può reagire in modo diverso da come previsto.
Come cominciare: creare un gruppo guida che accenda il fuoco del cambiamento.

Questo è quello che ci insegna il movimento della Transizione, guardatevi tutti i video, più volte, perchè ne vale davvero la pena!


Facciamo un passo oltre.. questo è il concetto sul quale concordano tutti i pensieri vocati alla sostenibilità:

Mettere al centro le relazioni, cercare soluzioni che investano sulla capacità di cooperare, di fare sistema, sul patrimonio di conoscenze di una comunità

Creare una comunità consapevole di se stessa: questo è l'obiettivo dei metodi della facilitazione e della comunicazione non violenta. Per evitare che la creazione di comunità si risolva in gruppi ostili e chiusi.

Creare un'economia che ponga al centro la relazione e non lo scambio monetario: l'economia è una forma di relazione, se riconosciamo questo possiamo creare nuove forme di economia civile. Da qui nasce l'esperienza dei gruppi di acquisto solidale, della finanza etica, della decrescita felice, delle monete complementari come lo Scec o altre.

I nuovi modi di abitare: cohousing ed ecovillaggi.

Creare innovazione sociale, cioè nuove forme di interazione e organizzazione in società:
la sharing economy, l'economia del dono, la cura del proprio territorio, del proprio quartiere, l'amministrazione partecipata della città, lo scambio non monetario, il software open source. Tutte pratiche che innovano il nostro modo di vivere in società investendo nella capacità di collaborazione e di fare sistema, nella ricchezza delle conoscenze.

L'impegno civile: la lotta contro la corruzione di Riparte il futuro, la difesa dei diritti umani di Amnesty International,

Soltanto tramite le relazioni è possibile cambiare il mondo, non è possibile farlo invece usando la violenza e nemmeno cercando di imporre la propria visione agli altri. Una politica sana parte da qui, non dalla competizione elettorale.

A questo si collega strettamente il nostro rapporto con la Terra e la Natura. La Terra non è un deposito di risorse da sfruttare. Noi siamo parte di un ecosistema naturale. La nostra salute dipende dal nostro rapporto con l'ambiente, un ambiente sano è la prima garanzia per la nostra salute.
Avere cura della Terra è solo un modo di mettere al centro la relazione in una prospettiva più ampia. Noi siamo in rapporto con la Natura.

L'ambientalismo e l'ecologia acquistano un senso se sono interpretati a partire dal nostro rapporto con la Terra.
A questo si richiamano movimenti di idee come quelli per l'energia pulita, l'economia circolare, contro gli sprechi, rifiuti zero, la mobilità sostenibile.
A questo si lega il tema fondamentale del cibo e dell'agricoltura, con l'agricoltura biologica, la permacultura, slow food, gli orti collettivi.

Torniamo all'inizio allora. Per fare questo serve un approccio integrato e sistemico.
Nulla può cambiare se dimentichiamo un pezzo, perché prima o poi ci scontreremo con il pezzo mancante.
I nostri tentativi si scontreranno con qualcosa che non abbiamo previsto. Non abbiamo dato abbastanza spazio alla complessità, a una visione globale.
Di fronte ai fallimenti dei tentativi di cambiamento di solito la reazione è quello di rifugiarsi nel dire che gli altri non capiscono, nel perdere la speranza, nel dire che invece noi siamo nel giusto e quindi nel voler imporre la nostra soluzione agli altri. Ed è qui che sbagliamo.
Bisogna lavorare con testa – cuore – mani. Se il tentativo ha fallito è perché non abbiamo considerato un pezzo della realtà (testa), non abbiamo trasmesso un nuovo modo di pensare (cuore), abbiamo agito (mani) senza usare testa e cuore.
La soluzione a un tentativo fallito non è mai l'imposizione,.. usiamo i soldi, vinciamo le elezioni.., la soluzione è nel mettere al centro la relazione con gli altri. La soluzione è nella relazione, nella quale dobbiamo usare testa, cuore, mani.